La politica di Agostino Depretis (1813 – 1887) è stata sempre caratterizzata dalla grande attenzione agli aspetti amministrativi e tecnici del Paese, fin da quando era deputato del Regno di Sardegna. Il suo atteggiamento scettico verso la politica estera in generale si manifestò già in occasione della partecipazione piemontese alla Guerra di Crimea, nel 1855, quando votò contro l’intervento militare voluto da Cavour. Eppure fu con lui, mazziniano e garibaldino, divenuto il primo presidente del consiglio di un governo della sinistra storica (successivamente avrebbe ricoperto l’incarico altre sette volte), che presero il via le imprese coloniali italiane.
Gli interessi italiani in Africa
Il suo legame quasi involontario con gli interessi italiani in Africa nacque nel 1879, quando il suo governo insediò un comandante nella Baia di Assab, nel Corno d’Africa, di proprietà della compagnia di trasporto navale Rubattino. Poi, nel 1881, la Francia invase la Tunisia che l’Italia voleva fare propria, e questo schiaffo provocò la fine del governo di Benedetto Cairoli. Così, nonostante la sua «avversione» per la politica estera, Depretis fu chiamato a costituire il suo quarto gabinetto proprio per dare una linea più efficace a essa. Fu lui nel 1882 a sottoscrivere la Triplice alleanza con Germania e Austria sottraendo Roma al rischio di isolamento internazionale, e nello stesso anno ad acquistare la Baia di Assab dalla Rubattino per poco più di 100.000 lire. Quando nel 1884 gli inglesi decisero di evacuare Massaua, nell’odierna Eritrea, invitarono gli italiani a prenderne possesso. La cosa non suscitava affatto entusiasmo in Depretis, ma ciononostante divenne la prima impresa africana dell’Italia e la sua abilità politica risultò determinante per superare gli ostacoli alla creazione del contingente militare per la spedizione.
Lo sbarco a Massaua e l’inizio dell’avventura coloniale

Foto di Michele Cammarano
Cosi l’8 febbraio 1885, sempre durante un suo governo, i bersaglieri sbarcarono a Massaua dando inizio all’avventura coloniale italiana, e nello stesso anno venne stipulato il primo accordo tra il sultano di Zanzibar e l’Italia per ottenere il protettorato sulla Somalia. Ma Roma era poco attenta a quanto avveniva in Africa e così sottovalutò la reazione etiope, che si concretizzò nella sconfitta di Dogali il 26 gennaio 1887. Questo fece cadere il settimo governo Depretis, dopo il quale nacque l’ottavo e ultimo da lui guidato. Restò in carica pochi mesi a causa di un aggravamento delle sue condizioni di salute, poi morì. Fu sostituito da Francesco Crispi.






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