Disastro di Balvano: la strage dimenticata

Il 3 marzo 1944 avvenne uno dei più gravi disastri ferroviari del Novecento. Il treno 8015 partì da Napoli la mattina del 2 marzo per poi cambiare numero d’identificazione in 8017 a Battipaglia. Era diretto a Potenza e forse destinato alla raccolta di materiale bellico. Sebbene fosse un treno merci, a bordo del convoglio salirono centinaia di passeggeri clandestini diretti in Basilicata per rifornirsi di generi alimentari.

Oltre 600 passeggeri a bordo

Tra Napoli, Salerno, Battipaglia ed Eboli il treno 8017 si riempì di oltre 600 passeggeri clandestini. La linea ferroviaria Napoli-Potenza era una delle più isolate d’Italia. Dal confine tra Campania e Basilicata i binari si inerpicavano tra monti e torrenti attraverso decine di gallerie scavate con pendenze che si avvicinavano ai limiti imposti per la percorrenza. Intorno all’una di notte, dopo la stazione di Balvano, l’isolata località appena oltre il confine campano, il treno imboccò la galleria a passo d’uomo. I macchinisti gettarono altro carbone nelle caldaie, impostando le macchine al massimo della potenza, ma a causa dell’eccessiva pendenza e delle rotaie bagnate dall’umidità, il treno iniziò a slittare e si mosse avanti e indietro per alcuni minuti fino all’intervento del frenatore in coda al treno, che quando avvertì il cambio di marcia in pendenza bloccò le ruote del convoglio come da regolamento. Il treno si bloccò quindi all’interno della galleria lasciando fuori soltanto due vagoni. Nel frattempo il fumo della caldaia riempiva la galleria, trasformandola in una camera a gas. Pochi passeggeri si salvarono, la maggior parte morì soffocata dal monossido di carbonio.

L’allarme e le vittime

L’allarme venne dato soltanto alle cinque del mattino e i soccorritori arrivarono sul posto verso le sette. Le locomotive ancora accese continuarono quindi a rilasciare gas velenosi per ore. Il numero esatto di morti non è mai stato chiarito, ma si valuta intorno alle 500-600 vittime. Una delle cause del disastro fu il carbone delle locomotive: dopo lo sbarco degli Alleati e il ritiro delle truppe tedesche, le ferrovie del meridione smisero di usare il carbone tedesco proveniente dalla regione della Ruhr, generalmente considerato di buona qualità, e iniziarono a servirsi esclusivamente del carbone fornito dalle forze alleate, di provenienza sconosciuta e di bassa qualità, con un’alta presenza di scorie e cenere al suo interno. La scarsa qualità del carbone, oltre a ostruire più facilmente le locomotive, forniva meno potenza e produceva una maggior quantità di gas nocivi. La strage di Balvano non è soltanto una delle più gravi, e poco conosciute, tragedie ferroviarie della storia, ma anche un simbolo delle conseguenze crudeli della guerra sulla popolazione civile.

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