Assalto al Congresso Usa, 6 gennaio 2021. Foto Getty

Negli ultimi giorni la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha ammesso il ricorso presentato da Donald Trump sulla sua richiesta di immunità. Nel merito il ricorso verrà esaminato prossimamente e, prima della primavera inoltrata se non già in estate non si potrà sapere quale sarà stata la decisione finale. Il tycoon ex presidente, nonché già candidato alle presidenziali del prossimo novembre, ribadisce che l’immunità gli spetta di diritto in quanto Presidente ancora in carica durante l’assalto a Capitol Hill, presso la sede del Congresso degli Stati Uniti. Il 6 gennaio del 2021, durante la transizione che avrebbe portato Biden alla Casa Bianca, migliaia di manifestanti pro Trump insorsero, danneggiando l’edificio e mettendo a serio rischio l’incolumità dei parlamentari e delle forze dell’ordine. In merito a ciò Trump è accusato di istigazione e attentato alle istituzioni democratiche ed è il primo ex presidente ad essere parte in un processo penale. L’eventuale concessione dell’immunità presidenziale avrà rilevanza non soltanto in merito al processo sulle proteste di Capitol Hill, ma anche su tutti gli altri procedimenti ai quali Trump è sottoposto. Infatti l’ex presidente è sotto processo per svariati reati, sia statali che federali.

I processi e le accuse

PHOTOGRAPH: FULTON COUNTY SHERIFF’S OFFICE/GETTY IMAGES

Per quanto riguarda i primi nulla questio poiché si tratta di reati prevalentemente finanziari a rilevanza statale, cioè all’interno del singolo Stato e non di tutto il territorio nazionale, punibili con sanzioni economiche (come il pagamento alla porno attrice Stormy Daniels simulato come spesa elettorale e i reati fiscali legati alle sua aziende immobiliari). L’unico processo statale rilevante è quello avente luogo nello Stato della Georgia poiché lì Trump è accusato di aver cercato di ribaltare il risultato elettorale delle presidenziali del 2020, facendo pressioni sul Segretario di Stato affinché gli trovasse voti in più da poter sconfiggere il rivale Joe Biden (ciò in base a quanto registrato nella conversazione tra Trump e il Segretario di Stato). Insieme a quello per i fatti di Capitol Hill, quello sulla Georgia è il processo più grave non solo sul piano della punibilità, poiché rischia seriamente di essere condannato ad una pena carceraria, ma poiché lo scorso agosto Trump ha rilasciato alle autorità locali le sue impronte digitali, ha dovuto obbligatoriamente presentarsi alla polizia statale e rilasciare una foto segnaletica prima di essere sottoposto all’arresto preventivo salvo poi essere rilasciato per aver versato una cauzione.

La Corte Suprema frena il processo. Congelata la fase istruttoria fino a quando arriverà il pronunciamento sull’immunità

Alla luce di quanto descritto l’immunità concessa dalla Corte Suprema potrà, di conseguenza, annullare tutti gli altri processi in corso. Diversamente, se l’immunità non dovesse essere concessa, Trump, come ogni cittadino privato, sarà processato sia in sede statale che federale e, la domanda che sorge spontanea è la seguente, cioè se un processo in corso ed una eventuale condanna potranno impedire a Trump la candidatura e, di conseguenza, la sua elezione. Interrogativo al quale non è facile dare risposta perché paradossalmente negli Stati Uniti non esiste nessuna legge che stabilisca se si può essere candidati o meno alla Presidenza se si è stati condannati o se si è sotto processo. Il tribunale statale della Georgia per impedire a Trump la sua corsa alla Casa Bianca ha cercato di appellarsi al XIV emendamento della Costituzione che sancisce che chiunque abbia prestato aiuto ai nemici dell’Unione o partecipato a insurrezioni contro di essa non potrà essere Presidente degli Stati Uniti. Punto controverso è che è un emendamento con ratio confederale emanato post guerra civile che difficilmente potrà essere attuale nel 2024. Se dovesse essere condannato e, successivamente incarcerato, potrà partecipare ugualmente alle elezioni? Potrà evitare la galera se gli verranno concesse le attenuanti generiche? Quale sarà il suo trattamento in carcere, da comune cittadino o da ex presidente con tanto di ufficio e di scorta? Paradossalmente potrà essere eletto mentre si trova in carcere? Ipotesi chiaramente ai limiti dell’assurdo ma non inimmaginabili almeno fino a quando non vi sarà pronuncia della Corte Suprema sull’immunità. Qualunque sia il risultato della sentenza, Trump è il primo ex presidente e candidato alla Presidenza non solo ad essere processato, ma ad aver una foto segnaletica e ad essere stato sottoposto già due volte alla procedura di impeachment, salvo non essere scattato il quorum al Senato (2020 e 2021).

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