Florentino Perez e Andrea Agnelli, presidente e vicepresidente della SuperLeague 

Con una celeberrima sentenza, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha accolto il ricorso dell’associazione A22, ente incaricato di fondare e gestire la nuova SuperLega di calcio. Con questa sentenza si è ribadito che la UEFA (confederazione che gestisce e regolarizza gran parte del calcio professionistico europeo) opera de facto in una situazione di monopolio incompatibile con lo spirito della libertà economica imprenditoriale e la libertà di circolazione di lavoratori e capitali, principi cardine dell’Unione Europea (già contenuti nel Trattato di Roma del 1957).

Una federazione alternativa alla Uefa

Ma perché importanti club calcistici europei come Juventus, Real Madrid, Barcellona (nonché promotori dell’iniziativa) vogliono creare una federazione/associazione alternativa alla Uefa? Secondo quanto dichiararono nel 2021 con un comunicato congiunto Florentino Perez e Andrea Agnelli, rispettivamente presidenti di Real Madrid e Juventus, la UEFA aveva fatto il suo tempo e le nuove opportunità finanziarie dello sport da essa stessa erano messe in pericolo in quanto principale destinataria dei grandi introiti derivanti dai diritti televisivi e sportivi, nonché di immagine. Che cosa comporterà questa decisione della Corte di giustizia, non si sa. È certo che la UEFA accetti di mala voglia questo possibile cambiamento, se non rivoluzione, del calcio e non si sa se adirà a via legali contro la SuperLega o, accettando la sconfitta in spirito socratico, si comprometta con la nuova competizione internazionale in questione. Così facendo lo sport più seguito e più popolare del mondo diverrebbe più attento al brand e al marketing e, sempre se la UEFA lo accetti, avere un’organizzazione più simile a quella della F1 o del tennis: una federazione che detti solo regole interne e disciplinari, ma lasci alle federazioni o associazioni interne la totale della gestione degli incassi, dei ricavi e degli introiti sportivi e televisivi.  Non è ancora chiaro chi aderirà a questo nuovo progetto dato che, alcuni club all’inizio convinti sostenitori, si sono tirati indietro e club all’inizio ostili oggi si rivelano accondiscendenti e pronti a collaborare. Risulta difficile agli occhi dell’opinione pubblica una Federazione Italiana della Serie A senza la Juventus o eventualmente il Milan o l’Inter, pensiamo anche ai contratti in gioco e alla perdita colossale del valore interno, considerato che Juventus, Milan e Inter hanno marchi molto potenti.

Il calcio è già cambiato

La verità è che, con o senza la SuperLega, il calcio è già cambiato: maggior attenzione all’individuo costituito dal calciatore divo (Cristiano Ronaldo, Messi e Halland), stipendi multimilionari che mettono in difficoltà i bilanci interni, confusione delle dirette televisive se pensiamo che un tifoso di un singolo club deve avere du o più abbonamenti satellitari o streaming per vedere i match nazionali e internazionali. A torto o a ragione della SuperLega o della UEFA cambiamenti così drastici non possono essere ignorati.

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