
«Per noi c’è un unico scopo: distruggere Gaza, distruggere questo male assoluto». Gaza, non Hamas. La premessa era eloquente: «Noi in Israele non siamo interessati a tutti questi discorsi razionali [sui] palestinesi». A leggere queste parole si potrebbe pensare siano i deliri di un esaltato islamofobo. Invece a pronunciarle qualche giorno fa è stato Dror Eydar, ex ambasciatore di Israele in Italia dal 2019 al 2022. L’ex diplomatico è intervenuto come ospite della trasmissione di Rete 4 Stasera Italia, condotta da Nicola Porro, e quando gli è stato chiesto di commentare le dichiarazioni del segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha invocato, senza mezzi termini, nientemeno che la distruzione totale della Striscia di Gaza. Un dettaglio però deve essergli sfuggito: che in quel luogo, in più densamente abitato del pianeta, vivono 2,3 milioni di persone che in larghissima parte non hanno nulla a che fare con Hamas.

Il cratere lasciato a Jabaliya dal bombardamento israeliano foto Ap/Fadi Wael Alwhidi
«Discorsi razionali» e le analisi dei commentatori da scrivania
Qualcuno ha consigliato di non prendere sul serio le sue parole terribili, se non fosse che distruggere Gaza è esattamente quello che sta facendo il governo Netanyahu. Ciò che l’ex diplomatico chiama «discorsi razionali», cioè le contestualizzazioni e la Storia, confliggono coi sentimenti degli attori in gioco e con le analisi dei commentatori da scrivania, che avevamo lasciato a contemplare l’ipotesi della guerra nucleare per fare un dispetto a Putin e adesso troviamo a invocare le bombe sui 2,3 milioni di civili di Gaza, di cui metà bambini.





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