Il 31 gennaio 1945 a Sainte Marie aux-Mines, in Alsazia, fu fucilato il soldato Eddie Slovik, l’unico condannato a morte per diserzione in tutte le forze armate americane la cui condanna fu effettivamente eseguita. Figlio di emigranti polacchi, con alle spalle qualche piccola denuncia per furto, Slovik era stato dichiarato abile per il servizio militare solo nel 1942, all’età di 22 anni, quando i requisiti dell’esercito americano si erano molto abbassati a causa dello sforzo bellico. Rapidamente addestrato in Texas, nell’agosto del 1944 Slovik era stato spedito in Francia come rimpiazzo in una compagnia del 109° Reggimento di fanteria. Durante il viaggio verso la loro unità, ci fu un bombardamento: Slovik e un commilitone ne approfittarono per darsela a gambe. Per sei settimane rimasero insieme a una unità della polizia militare canadese, poi si decisero a ricongiungersi al loro reparto. I superiori presero atto che Slovik e il commilitone non erano riusciti a rientrare prima e non li punirono. A quel punto Slovik fu destinato a un plotone di fucilieri. Lui però non aveva mai imparato a tenere in mano il fucile, così scrisse ai suoi superiori che rifiutava l’ordine e che voleva essere mandato in un reparto diverso. In caso contrario, era pronto ad affrontare il giudizio della corte marziale. Gli ufficiali dissero a Slovik che se avesse obbedito si sarebbero dimenticati della faccenda, ma lui rifiutò ancora. In quel momento si stava preparando un attacco in grande stile, molto rischioso, e le richieste di Slovik suonavano come il comportamento ingiustificabile di un vigliacco.

Edward Donald Slovik (Detroit, 18 febbraio 1920 – Sainte-Marie-aux-Mines, 31 gennaio 1945)

L’accusa di diserzione, l’arresto e il processo

Così l’uomo fu accusato di diserzione, arrestato e condotto davanti alla corte marziale. Il processo fu rapido e veloce. Il pubblico ministero, un capitano dell’esercito, presentò dei testi che confermarono la volontà di Slovik di scappare dal fronte se ne avesse avuto l’occasione. Quanto a lui, non ebbe nulla da dire. La sola cosa che si limitava a fare era scrivere alla moglie, una lettera al giorno per tutto l’anno in cui fu sotto le armi.

Dicembre 1944, la conferma della condanna a morte

L’11 dicembre 1944 Slovik fu condannato a morte. Durante tutto il corso della guerra ben 21mila soldati erano stati accusati di diserzione e una cinquantina di loro erano stati condannati a morte. Nessuna sentenza però era mai stata eseguita. Slovik fece quindi appello al comandante supremo delle forze alleate, Eisenhower, per chiedere che la sentenza fosse commutata. In quel momento però era in corso la grande offensiva tedesca nelle Ardenne ed Eisenhower non voleva dare prova di debolezza. Così gli negò la grazia e fu giustiziato. Il soldato Slovik ottenne la riabilitazione, e un sepolcro in patria, soltanto nel 1987.

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