Il 14 ottobre 1944 il feldmaresciallo Erwin Rommel si tolse la vita obbedendo a un ordine diretto e non negoziabile emanato da Hitler. Svevo, classe 1891, Rommel era tra i migliori comandanti del Terzo Reich. Dopo essersi distinto alla guida di una divisione corazzata nella campagna di Francia con i suoi rapidi, temerari affondi, gli era stato assegnato il comando dell’Afrika Korps. In Africa settentrionale, per un paio d’anni, si era distinto per combattività e straordinaria capacità strategica, guadagnandosi il soprannome di «volpe del deserto». Inflisse sonore sconfitte agli inglesi, anche se mancò l’obiettivo fondamentale: la conquista dell’Egitto. 

Feldmaresciallo Rommel
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In seguito fu chiamato da Hitler a impegnarsi nell’occupazione dell’Italia dopo la resa, compito che svolse con grande efficacia, e poi alla missione più importante di tutte: fermare l’invasione alleata della Francia. Diversamente da HitlerRommel non aveva alcuna fiducia nel Vallo Atlantico. In circostanze favorevoli, potendo contare su una forte aeronautica, avrebbe senz’altro usato le divisioni di carri armati da contrapporre agli Alleati dopo lo sbarco, che riteneva inevitabile. Ma a causa della netta inferiorità della Luftwaffe e dello strapotere delle forze aeree nemiche, l’unica strategia che riteneva valida era arretrare fino alle porte di Parigi, lasciare dilagare gli Alleati, e poi affrontarli ai fianchi quando si fossero sbilanciati troppo avanti. Questa visione realistica però non era ammessa da Hitler, che considerava un’onta inaccettabile lo sbarco in Europa dei nemici, e impose la resistenza senza requie all’invasione come una prova di eroismo a cui i tedeschi erano chiamati dalla Storia.

Erwin Rommel e Adolf Hitler nel 1942
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Fu questo il momento in cui Rommel, non diversamente da Paulus, cessò di credere ciecamente in Hitler, le cui decisioni, anche militari, non avevano mai messo in dubbio. Su questa frattura cercarono di agire i militari, guidati dal colonnello Claus von Stauffenberg, che cospiravano per assassinare Hitler e mettere fine alla guerra. Il 20 luglio 1944 il loro attentato fallì e i nazisti si misero alla caccia dei cospiratori. Rommel non aveva mai dato adesione al progetto di uccidere il Führer ma i congiurati erano certi che sarebbe stato dei loro a fatto compiuto. Questo bastò a Hitler per chiedere a Rommel di uccidersi. L’ufficiale accettò. In cambio ebbe la salvezza per i familiari e un funerale da eroe della patria.

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