Nel giorno della parasceve un Conte incontenibile

Conte e Casalino

In questo turbinio d’incertezza gongolano le polemiche. Ha scritto bene questa mattina su Italia Oggi Domenico Cacopardo quando dice:”Sudditi. Inequivocabilmente sudditi di uno Stato che non conosce nessuno dei doveri di uno Stato democratico, primo fra tutto l’informazione”. Devo ammettere che me l’aspettavo. Il gesto dell’avvocato di Volturara Appula era prevedibile. Sono settimane che scrivo della sua incontrollabile protervia. Un protagonismo gestito dalla grande mente quale è Rocco Casalino. Ieri è stata una ulteriore conferma.

Diciamo subito che dall’Europa non arriveranno soldi per rilanciare l’economia piegata dal coronavirus, verrà erogato qualche obolo, ma se l’Italia vorrà soldi dovrà adeguarsi alle regole del Mes, ovverosia soggettarsi alla Troika e dunque cedere pezzi di sovranità nazionale.

Arriviamo alla conferenza di ieri sera…

In completo blue elettrico e senza pochette, il Conte da venerdì Santo, il venerdì della passione di Cristo, il giorno della parasceve,

un momento di contemplazione per le sofferenze di Gesù Cristo, è stato invece tutt’altro.

Ascoltare le opposizioni” pronunziò quale settimana fa il capo dello Stato Sergio Mattarella.

C’era chi parlava di accentrare i poteri e chi invece, con la scusa della pandemia, lo fa silentemente. Le immagini di ieri sera si commentano da sole. Una mossa studiata e calibrata. Prima viene convocata la conferenza stampa per giovedì sera, poi rimandata nel meriggio del venerdì e successivamente procrastinata di qualche ora. Un’attesa terminata a ridosso del telegiornale della sera, l’edizione più seguita dagli Italiani. Il discorso di Conte è stato solo quisquilie mescolato alla polemica. Perché invece di rispondere agli imprenditori che sono alla canna del gas, invece di comunicarci cosa si sta facendo di concreto per la fase 2, ha preferito attaccare l’opposizione, mettendo sulle spalle di Meloni e Salvini la responsabilità del Mes. Non proprio così visto che nel 2012 al dicastero di Palazzo Chigi c’era Mario Monti, la Lega invece all’opposizione con Italia dei Valori. “Giorgia Meloni era ministro”, dice l’avvocato del popolo. Ma siamo sicuri? Eppure la Meloni era ministro con il precedente governo Berlusconi.

Perché invece non forniamo risposte a tutti coloro che attendono l’erogazione dei miseri 600 euro? Perché distogliamo l’attenzione su questi benedetti accordi che l’eurogruppo ha già preso, sotto mentite spoglie, con i paesi dell’Unione europea? I medici in corsia continuano a morire, dove sono tutte le precauzioni che gli avevate promesso? Perché non parlate della Covid Tax, ossia la patrimoniale, proposta dal Partito Democratico che chiama a versare un contributo, per i redditi superiori a 80 mila euro, nelle casse dello Stato? Un’Italia in alto mare, e la cosa peggiore è che siamo tutti sullo stesso barcone.

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