Sanremo, terza serata: l’incontenibile Benigni e le cover dei big

Foto:La Presse

La terza serata si apre all’insegna della commozione, con Amadeus che ricorda le vittime dell’incidente ferroviario nel Lodigiano. Poi si parte subito con le esibizioni dei primi big: Michele Zarrillo con Fausto Leali, e Junior Cally con Viito. Il rapper Cally, fonte di numerose discussioni per la sua tipologia di brani intessuti di perifrastiche poco lusinghiere nei confronti delle donne, fatica a scalare le classifiche nelle piattaforme streaming. Per la serata cover ha scelto il brano Vado al massimo di Vasco Rossi, classificata all’ultimo posto nel 1982. La versione del rapper comprende versi aggiuntivi composti per l’occasione: Questi che fanno discorsi non hanno mai niente da dire/ In mezzo a questi pesci grossi preferisco le sardine/Ma chi è Junior Cally/ era scritto anche sulle panchine/ Voglio proprio vedere come va a finire” e poi “Ogni tanto in Italia la voce dei poteri forti puzza d’alcol. Il giovane, che abbraccia calorosamente il movimento delle sardine, cerca vanamente di dare una scossa antisalviniana.

La prorompente Georgina Rodriguez, modella argentina e compagna di Cristiano Ronaldo, seduto in prima fila, fa la sua apparizione. 

Anche nella terza serata c’è spazio per un messaggio forte contro la violenza sulle donne. Sul palco Elisa, Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Alessandra Amoroso, Giorgia, Emma, Laura Pausini. Quando una donna lotta lo fa per tutte le altre queste le parole all’unisono. Prima di lasciare l’Ariston annunciano il loro concerto di settembre all’arena di Campovolo, il cui ricavato sarà devoluto ai centri anti-violenza.

Si prosegue con i duetti. È il momento di Arisa con Marco Masini che si esibiscono sulle note di Vacanze romane, brano dei Matia Bazar del 1983. Poi Riki che, accompagnato dalla cantante e attrice spagnola Ana Mena, rivisita un brano di oltre sessant’anni fa, ossia L’Edera della talentosa Nilla Pizzi. E se domani in versione Jazz per Raphael Gualazzi con Simona Molinari. Anastasio sceglie Spalle al muro, brano di Renato Zero presentata dallo stesso nel Sanremo ‘91. Il giovane campano si è fatto accompagnare dall’inconfondibile sound della PFM

Per Levante, assieme a Maria Antonietta e Francesca Michelin, Si può dare di più, canzone del trio Enrico Ruggeri, Gianni Morandi e Umberto Tozzi.

Ovazione per il tenore Alberto Urso e Ornella Vanoni che interpretano La voce del silenzio.

La seconda presenza femminile è la conduttrice albanese Alketa Vejsiu che, con la sua irrefrenabile dialettica, ringrazia più volte l’Italia ed Amadeus per l’ospitata. 

Travolgente ed emozionante la performance del primo ospite, Lewis Capaldi, cantautore britannico si esibisce col brano che lo ha portato al successo: Some You Loved.

Foto La Presse

Arriva il momento di Roberto Benigni, “super ospite” della terza serata. L’attore giunge accompagnato dalle polemiche sui 300 mila euro di compenso. Entra nel teatro tra trombe e tamburi. Il comico di Manciano La Misericordia, frazione di Castiglion Fiorentino, si diletta tra velate battute politiche e recitazioni frammentarie del Cantico dei Cantici. La sua irrefrenabile esibizione col suo sermone è durata per quaranta minuti. Un’agonia che ci fa rimpiangere l’assenza di Fiorello, in pausa nella terza serata.

Si prosegue con la gara; il repertorio di Mia Martini resta una delle principali fonti d’ispirazione per gli artisti. Infatti Giordana Angi, assieme ai Solis String Quartet interpreta La nevicata del ‘56.

E poi Rita Pavone con Amedeo Minghi in 1950 e la versione reinterpretata di 24.000 Baci di Diodato e Zilli

Foto: La Presse

Non passa inosservata l’esibizione di Achille Lauro con il look alla David Bowie che si esibisce, insieme ad Annalisa, sulle note di Gli uomini non cambiano

Chiude la gara Francesco Gabbani in tuta da astronauta con la bandiera nazionale in mano. Il brano è L’italiano

Gli ascolti della terza serata salgono ancora. Totalizza il 54,5% di share, pari a 9.836.000 di spettatori

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