La non acquiescenza del governo corrente: le dimissioni di Conte, gli sguardi e la prossemica degli avversari e le masse inerti da stadio.

Sono da poco scattate le 14:50 di martedì 20 agosto. Nella Roma agostana l’arsura si fa sentire. 

L’immagine del proscenio che precede la discussione di Giuseppe Conte è la mutria espressione di Salvini e Di Maio, i loro sguardi non si incrociano. Sul viso dell’inabissato Renzi sorge una risata sardonica, sghignazza invece  la Cirinnà.

“La crisi di Governo è stata una scelta di Salvini, un fatto grave che comporta una conseguenza grave”. Conte ha annunciato che salirà al Quirinale per dimettersi. 

Nel discorso di Conte masse inerti da stadio.

Replica Salvini:”Mi spiace che Conte mi abbia mal sopportato per un anno. Bastava Saviano a raccogliere tutti questi insulti, oppure un Travaglio, un Renzi”. Infine aggiunge:”Io non voglio un’Italia schiava di qualcuno, non voglio catene. Sono stufo che ogni nostro passo debba dipendere dalla firma di qualche funzionario dell’Unione Europea”. Il ministro conclude:”Diteci molto semplicemente: i casi sono due, o c’è un accordo di potere e di spartizione già fatto per andare avanti tra M5S e Pd, allora ditelo agli italiani. Altrimenti tagliamo i parlamentari e poi restituiamo la parola al popolo italiano“. 

Una cosa è certa e ineluttabile: se i 5 stelle si alleano con la sinistra merita di eclissarsi per sempre. 

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